Oltre l’evasione e il cronometro: l’endurance come esperienza collettiva
Quando un atleta di endurance che ha corso una maratona in due ore e venti minuti e ha rappresentato la Gran Bretagna nelle gare su strada è anche un antropologo, nasce un libro come “Fino al limite. Il senso della resistenza dal Messico all’Himalaya” (add editore, 2026) che si interroga sul senso della fatica, cercando una terza via nella visione degli sport di endurance.
A quella che considera le gare di resistenza come “sconfini” dalle pressioni della vita moderna, occasioni in cui perdersi e ritrovarsi, e a quella che inquadra l’attività fisica e la resistenza come “parte di una più ampia spinta verso la produttività e quel perpetuo miglioramento personale che muove gli ingranaggi del capitale”, Michael Crawley aggiunge una nuova prospettiva: l’endurance come esperienza collettiva e generatore di valore sociale. Per definirla si è immerso in varie culture alla ricerca del valore dato alla fatica, incontrando tra gli altri i corridori nepalesi, gli sherpa del Solukhumbu, gli ultra maratoneti rarámuri e i semplici runner schiavi del cronometro.
In apertura dell’evento, organizzato dal Cuneo Montagna Festival in collaborazione con Scrittorincittà, verrà presentato il programma della quarta edizione del Cuneo Montagna Festival (14-17 maggio 2026).
evento gratuito, prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://bit.ly/cnmf-crawley
