L’eredità della resistenza e del 1946. duccio galimberti, piero cosa e la memoria attiva nella nostra democrazia

Quando
03 novembre 2026
Dove
SPAZIO INCONTRI FONDAZIONE CRC (in via Roma n. 17)
Tipologia
L’eredità della resistenza e del 1946. duccio galimberti, piero cosa e la memoria attiva nella nostra democrazia
Evento da comune.cuneo.it

Tornano gli appuntamenti di “Resistenze di Oggi – Informare per Resistere” del CENTRO CULTURALE “don Aldo Benevelli” dell’Associazione Partigiana Ignazio Vian di Cuneo federata F.I.V.L. .

Martedì 3 novembre 2026 ore 21 – “L’eredità della Resistenza e del 1946. Duccio Galimberti, Piero Cosa e la memoria attiva nella nostra democrazia”
con Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale A.N.P.I e Roberto Tagliani, presidente nazionale F.I.V.L.

Duccio Galimberti, di cui ricorrono i 120 anni dalla nascita, eroe della Resistenza e medaglia d’oro al valor militare, ha lasciato un’eredità ideale e politica estremamente attuale, con la sua coerenza tra idee e azioni, la difesa attiva dei diritti e della legalità, la centralità dello Stato di diritto, la visione europea e il superamento dei nazionalismi.

Piero Cosa, che ci ha lasciato il 5 novembre di 30 anni fa, Comandante della banda partigiana passata alla storia come la banda dei “ribelli” della valle Pesio, è ancora oggi un punto di riferimento etico e civile per la sua umanità, il rigore morale, il rifiuto della violenza fine a sé stessa.

L’esempio della Resistenza del ’43-’45 esorta a riscoprire ciascuno il proprio senso di responsabilità, attraverso la partecipazione attiva, per non cedere all’indifferenza e opporsi oggi ad un mondo   segnato da crescenti conflitti, dove i regimi autoritari sfruttano le nuove tecnologie per perfezionare il controllo sociale e la disinformazione, insieme alla retorica del “noi contro loro”, che diventa lo strumento primario per consolidare il consenso interno e giustificare la compressione dei diritti civili e politici, dove l’insicurezza economica, la percezione di disuguaglianza e la perdita di centralità della classe media nelle democrazie occidentali alimentano la richiesta di maggiore protezione mentre la  sfiducia nelle Istituzioni ha aperto lo spazio a leader carismatici che promettono soluzioni rapide e dirette spesso a discapito della stessa democrazia.

I diari e le lettere di Galimberti e Cosa, così come tutti gli scritti e le testimonianze di chi ha combattuto nella lotta di Liberazione, aiutano a comprendere lo spirito originario di unità con cui dall’Assemblea Costituente è nata la Costituzione italiana e a proseguire oggi su un terreno comune di valori fondamentali pur partendo da visioni del mondo diverse.

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