Museo civico di Cuneo - Romanità
L’età romana
La sala dedicata all’età romana del percorso museale espone e raccoglie una selezione dei reperti rinvenuti duranti gli scavi per la costruzione dell’autostrada Asti-Cuneo, provenienti da tre differenti siti archeologici: la risorgiva di Castelletto Stura, località Revellino; la necropoli di Montanera; i rinvenimenti di cascina e strada Bombonina.
Nel comune di Castelletto Stura si è individuata a circa un centinaio di metri dal corso attuale del fiume Stura un’area di risorgiva naturale, che doveva essere considerata sacra già in età preromana, come testimonia la deposizione nell’acqua ed immediatamente intorno alla sorgente di alcuni frammenti ceramici. La zona fu poi frequentata in modo più continuativo a scopo religioso in età romana (I-III secolo d.C.), per la presenza della sorgente d’acqua, fonte di vita e per questo fortemente connessa alla fertilità umana, dei campi e del bestiame, ma anche simbolo di rinascita, elemento salvifico e terapeutico. Testimonianza della frequentazione di devoti sono circa 200 lucerne in terracotta, parte delle quali rinvenute ancora intere o completamente ricomponibili talvolta decorate da motivi figurati (pesci, coppe per bere, anfore, ma anche teste sileniche, animali in corsa ed elementi vegetali) e più di 170 di monete in bronzo, molte delle quali illeggibili a causa della lunga permanenza nell’acqua e nel terreno umido.
La necropoli rinvenuta a Montanera si compone di 74 tombe a cremazione databili in base agli elementi di corredo tra I e II sec. d.C. Circa un terzo delle tombe indagate sono del tutto prive di elementi di corredo e contengono esclusivamente le ceneri del defunto. Nelle altre, invece, agli oggetti personali del defunto e a quelli usati durante il rituale funebre, posti sul rogo e deformati dal calore, si accompagna anche un vero e proprio corredo, spesso collocato su un lato della fossa. Si tratta nella maggior parte dei casi di vasellame ceramico legato al consumo del vino e di altri alimenti, balsamari in vetro e monete, cui si aggiungono più raramente monili, oggetti da toletta, elementi in metallo, e in un solo caso una lucerna in terracotta.
La necropoli individuata in località Cascina Bombonina, utilizzata tra I e II sec. d.C., ha restituito 13 tombe ad incinerazione, dieci delle quali contenevano oltre alle ceneri del defunto elementi di corredo, raggruppati generalmente nella metà est della fossa, talvolta rivestita di tegole. I corredi erano composti in prevalenza da vasellame ceramico, balsamari in vetro e monete in bronzo, raramente erano presenti altri elementi in metallo. Si distingue tra gli altri per la particolare ricchezza dei reperti il corredo della tomba 2, nella quale, all’interno di un vaso in ceramica comune, si sono rinvenuti una coppia di orecchini in argento, un anello in argento con pietra dura, una pinzetta e una moneta in bronzo.